Giornalino
Nuotando in apnea
Spesso, quando parlo del mio lavoro, le persone mi dicono: “non so come…, io non ce la farei” Effettivamente... A volte si pensa che i medici e il personale infermieristico, proprio perché affrontano tutti giorni complicate situazioni, “ci facciano l’abitudine”. Di fronte alla vita e alla morte come viviamo? Ci sentiamo come in un acquario con balene, delfini, pesci pappagallo, pesci chirurgo…con un proprio ecosistema che cerca di sopravvivere nonostante le carenze strumentali in cui operiamo per raggiungere lo stesso obiettivo: la salute ed il benessere dei nostri piccoli ospiti e dei loro genitori.
Ogni giorno ci rendiamo conto della fortuna di essere stati scelti a svolgere questo lavoro dove, nonostante le inevitabili incomprensioni, siamo chiamati a collaborare scambiandoci conoscenza ed affetto. La cosa più importante da non dimenticare, però, è il nutrimento vero della nostra professione, “ il plancton” del nostro oceano, i nostri piccolissimi, che tutti i giorni insieme ai loro genitori ci insegnano ad amare senza chiedere nulla in cambio, ad infondere fiducia e speranza, a ridere, nonostante tutto, col rischio talvolta di apparire cinici e superficiali, cercando in realtà di alleviare quelle tensioni che nascono dall’attesa ... l’attesa della sopravvivenza l’attesa della diagnosi l’attesa di una coltura Attendere…. Attendere…. Attendere…..
A noi piace pensare che del nostro ecosistema facciano parte altre persone importanti, che pur rimanendo dietro al vetro dell’acquario sono sostegno, amore, pazienza e collaborazione attiva per il raggiungimento del nostro obiettivo: i nonni. Guardano attraverso “l’oblò della vita”, che si affaccia sull’acquario dei loro nipotini, osservando e soffrendo per non poter toccare, aiutare direttamente…trasferendo nelle nostre mani il loro più puro amore, nell’attesa di poter coccolare e viziare personalmente i propri piccoli.
Nel frattempo cercano di superare quella barriera strutturale adattando abitudini, cucendo copertine, offrendo a quelle mani che accarezzano e quelle voci che sostengono, prelibatezze culinarie, da cui emerge tutto il loro Amore. Preghiera, che giunge loro con le mani e le voci degli angeli che accarezzano e cullano con dolci ninna nanne, nell’attesa di…. A voi ci sentiamo di dire grazie di esistere. Di sostenere fisicamente e psicologicamente i vostri figli, ora genitori, che sono alla continua ricerca di una sorgente di luce ed energia per poter alimentare a loro volta i vostri nipotini.
Anna Cinzia Cosimo
Infermiera della Neonatologia