Giornalino
Perche' una pubblicazione della Neonatologia e dell'associazione Pollicino
Questo giornalino ha lo stesso nome dell'Associazione Pollicino: vuole essere infatti punto d'incontro tra genitori dell'Associazione Pollicino, il personale che opera in Neonatologia e la cittadinanza della provincia di Modena.
Pollicino, Associazione per il Progresso della Neonatologia a Modena, è nata nel 1993 per iniziativa di alcuni genitori che, superata felicemente l'esperienza dei ricovero presso la Divisione di Neonatologia di Modena, hanno sentito il bisogno di restare vicini ai nuovi genitori e al personale stesso della Neonatologia.
Le finalità dell'Associazione sono essenzialmente tre: aiutare i nuovi genitori che affrontano inaspettatamente l'esperienza del ricovero del loro piccolo nel reparto di Neonatologia, sostenere la ricerca nel campo della Neonatologia, promuovere l'aggiornamento del personale medico ed infermieristico.
Fin dall'inizio, dal momento della nascita di Pollicino, c'eravamo posti l'obiettivo (in quel momento ci sembrava un sogno) di arrivare ad uno strumento che permettesse la circolazione delle informazioni: dal personale ai genitori, dai medici alle infermiere, dalle infermiere ai medici, dalla struttura alla cittadinanza di Modena. C'è sempre poco tempo per scambiarsi le informazioni: non solo tra genitori e personale della Neonatologia, ma anche tra medici infermiere e personale.
Il lavoro al Nido ed in Neonatologia è spesso frenetico, ci pone quotidianamente di fronte alla emergenza. Tra infermieri, personale ausiliario, medici, specializzandi, psicologa, fisioterapisti, tecnico di elettroencefalografia lavorano in Neonatologia e al Nido circa 70 persone.
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I vecchi genitori, quelli che dopo la fase dei ricovero incontriamo nell'ambulatorio di Neonatologia per mesi, talora per anni. Genitori ai quali ci affezioniamo, con cui stabiliamo rapporti di solidarietà, di aiuto reciproco, talora di vera amicizia. Non vogliamo e non possiamo perdere questo filo, questo contatto che ci ha unito per tanto tempo. Per questo abbiamo deciso che il giornalino sia aperto a tutti coloro che si occupano dei nostri neonati di Modena: ma non solo di Modena. Il sito web di Pollicino che il papà di Emmanuele ha installato pochi mesi fa ha già ricevuto centinaia di visitatori. Esistono in Italia tante altre associazioni simili a Pollicino e quindi tanti genitori che vogliono sapere, instaurare contatti, promuovere nuove iniziative. Chissà che questo giornalino non riesca a dar voce a qualcuna di queste iniziative. Il nostro lavoro di neonatologi è si basato sull'impiego di tecnologie complesse e sofisticate, ma è anche un lavoro basato sull'incontro e la comunicazione. Incontrare il nuovo nato e la sua famiglia, nel momento critico di una nascita prematura o di una malattia manifestatasi subito alla nascita, non è compito facile. Occorrono delicatezza, capacità d'ascolto, attenzione, capacità di entrare in sintonia. La malattia è sempre dolorosa: quando mette a rischio una nuova vita, che i genitori (e la famiglia tutta) hanno atteso con trepidazione, lo è ancora di più. Per questo emergono nelle parole delle infermiere i termini amore, stress, dolore.
Il nostro lavoro di neonatologi è si un lavoro basato sull'impiego delle tecnologie più sofisticate e complesse: è anche un lavoro fatto di comunicazione, di incontro, di supporto a genitori preoccupati, ansiosi, stressati. Quando si riesce a comunicare, a capire la sofferenza, a mettersi nei panni di chi da qualcosa, la propria professionalità, il proprio tempo e la propria umanità; di converso si riceve continuamente, in termini di riconoscenza e gratitudine, di simpatia, talora di complicità.
Ci farebbe piacere che questo giornalino diventasse un modo per scambiarci informazioni e, perché no, emozioni e sentimenti. Ci piacerebbe al tempo stesso che il giornalino diventasse un modo per raccogliere critiche e suggerimenti per migliorare il nostro lavoro e il nostro impegno quotidiano.
Per questo terremo sempre aperto il giornalino alle lettere e ai suggerimenti dei genitori e dei singoli operatori.
Prof. Fabrizio Ferrari