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Banca del latte

Giornalino

La banca del latte


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Sono sempre più numerose le evidenze scientifiche che documentano l'importanza dei e i vantaggi che offre il latte materno, sia nel neonato a termine che nel neonato pretermine.E' proprio in quest'ottica che nel 1991 la United Nations Children's Fund (UNICEF) e l'Organizzazione Mondiale della Sanità hanno promosso urla campagna mondiale conosciuta come ''The baby Friendly Hospital Iniziative" con l'obiettivo di fornire a ciascun neonato un ambiente adatto a supportare, proteggere e promuovere l'allattamento al seno, e sono stati pubblicati una lista di punti standard, basati sull'evidenza scientifica, conosciuti come "i 10 passi per il successo cieli' allattamento al seno".Il latte materno, rappresenta anche per i neonati pretermine l'alimento ideale.


Per i neonati pretermine il latte umano può essere quello della propria mamma, oppure provenire da donne donatrici.Il latte pretermine cioè, quello di mamme che abbiano partorito prematuramente è più vantaggioso dal punto di vista nutrizionale, dal momento che rispetto al latte maturo (cioè quello di mamme che abbiano partorito a termine) ha un contenuto più alto in proteine, calorie, zinco, sodio, calcio e fosforo. Inoltre l'utilizzo di latte materno nel neonato pretermine può ridurre l'incidenza di particolari patologie (NEC), infezioni, sepsi, meningiti, favorire un miglior sviluppo psicomotorio e una migliore tolleranza alimentare rispetto all'utilizzo dei latti formulati.Laddove, non sia possibile, per la mamma "provvedere" al fabbisogno di latte per il suo bambino, si ricorre alla banca dei latte presenti in alcuni centri ospedalieri.Possiamo dire che la storia delle banche dei latte inizia molti anni fa con l'allattamento baliatico cioè di donne che sostituivano la madre biologica nel caso in cui, per molteplici ragioni, fossero impossibilitate ad allattare il proprio bambino.Già il "codice di Hammurabi" (1800 a. C.) conteneva le regole relative all'allattamento fatto dalle balie; quest'ultime venivano scelte per i loro attributi fisici e la loro personalità, dal momento che si riteneva che queste caratteristiche potessero essere trasmesse al bambino tramite il latte. Nel 1700, in Europa, si scoprì che negli ospedali, i bambini ai quali veniva offerto il latte materno presentavano un più basso tasso di mortalità rispetto agli altri; tale dato fu avvalorato dagli studi effettuati alla fine dell'ottocento e nei primi anni dei novecento. Proprio da tali evidenze e dalle difficoltà incontrate a quei' tempi nella produzione di un latte formulato per bambini, nacquero le prime banche dei latte.Nei primi anni del novecento due medici di Boston, crearono la prima banca dei latte materno: si trattava in pratica di una casa per donne che, durante il periodo di allattamento dei loro figli, venivano pagate per fare da balie ai bambini degenti in ospedale. Le donatrici venivano sottoposte a screening per tubercolosi, sifilide, ed altre malattie contagiose di quegli anni e il tutto avveniva sotto la supervisione medica. Attualmente le banche dei latte sono presenti in molte nazioni dei mondo, in alcuni paesi europei, ad es. in Francia le procedure relative alle banche dei latte sono codificate dalle leggi nazionali.


Le banche dei latte materno esistono anche nei paesi dell'America Centrale, in alcuni casi sono finanziate con fondi provenienti dall'Unicef, in Africa si incontrano numerose difficoltà legate sia alla situazione economica in cui versano molti stati africani, ma anche alle credenze popolari che attraverso il latte si possano trasmettere malattie e molte caratteristiche genetiche. Nel mondo arabo non esistono banche dei latte.Attualmente in italia esistono solo 18 centri organizzati per la gestione dei latte umano donato, tutte svolgono la loro attività conformandosi alle indicazioni delle Linee Guida elaborate dalla Società Italiana di Neonatologia. L'importanza clinica di disporre, quindi di latte umano di banca e la variabilità


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operativa delle banche sul territorio nazionale, ha reso necessario la formulazione di linee guida per la costituzione e l'organizzazione di una banca del latte.La finalità di queste linee guida è quella di ottimizzare il funzionamento delle banche dei latte umano donato, al fine di uniformare: l'organizzazione, la gestione, le metodiche e definire i requisiti strutturali ed organizzativi, necessari per l'implementazione e la gestione di una banca dei latte umano donato.La banca dei latte nasce nella Terapia intensiva Neonatale di Modena negli anni '90 e si è sviluppata negli anni grazie alla generosa sensibilità delle mamme donatrici. Attualmente, vengono adottate nella gestione della banca dei latte le direttive elaborate dalle linee guida della Società Italiana di Neonatologia.Ma cosa dicono le Linee Guida?Scopo fondamentale delle banche dei latte è quello di garantire l'assoluta sicurezza dei latte dal punto di vista infettivologico e tossicologico, per questo è necessario che il latte sia il più possibile sicuro "alla fonte"; da ciò deriva l'importanza di raccogliere il latte solo da donatrici sane. La selezione viene fatta allo scopo di individuare le condizioni che controindicano la donazione. L'idoneità alla donazione viene accertata attraverso un'accurata anamnesi e sottoponendo le potenziali donatrici ad esami di laboratorio.Cosa andiamo a valutare con l'anamnesi? Si valutano gli stili di vita della futura donatrice, quindi l'abitudine al fumo: anche se non vi è controindicazione certa al fumo durante l'allattamento, per la donazione queste mamme vengono escluse. Vengono escluse dalla donazione le mamme che fanno uso di sostanze stupefacenti. Ancora vengono escluse dalla donazione mamme che assumono abitualmente quantità molto elevate di sostanze contenenti caffeina, the, cola, cacao (parliamo in questo caso di quantità elevate, ad es. riferendoci alla caffeina, si parla di quantità di caffeina contenuta in 10 tazzine di caffè espresso). Si escludono dalla donazione le mamme che assumono quotidianamente quantità di alcool rilevanti (ad es. 30/40 cc. di superalcolici oppure 100 cc.di vino o ancora 200 cc.di birra). Si escludono dalla donazione mamme che si siano sottoposte nei 12 mesi precedenti la donazione dei latte, a piercing e tatuaggi (se non praticati con strumenti a perdere), ad agopuntura (se non praticata da un medico autorizzato e con l'utilizzo di aghi a perdere).Madri che hanno ricevuto, nei 12 mesi precedenti la donazione dei latte, trasfusioni di sangue o derivati, o trapianti d'organo. Anche l'assunzione di farmaci può rappresentare criterio di esclusione per le mamme dalla donazione dei latte.


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La presenza di alcune patologie può essere anch'essa criterio di esclusione dalla donazione ci riferiamo nello specifico a mamme con sierologia positiva per epatite B e C e HIV, per altre patologie, come ad es. la sifilide, e la tubercolosi si escludono dalla donazione quelle mamme che abbiano l'infezione in atto.Accertata, attraverso l'anamnesi e gli esami di laboratorio, l'idoneità della mamma alla


donazione dei latte, vengono dati ulteriori consigli sia riguardo alla raccolta, che alla conservazione dei latte presso il proprio domicilio. Prima di ogni raccolta di latte è fondamentale un accurato lavaggio delle mani; le mammelle e, in particolare i capezzoli, possono essere detersi con acqua corrente e, inoltre è consigliabile, per lo svuotamento completo dei seni l'utilizzo di un tiralatte elettrico che rappresenta lo strumento più pratico ed efficace, l'ideale sarebbe utilizzare modelli che simulano la dinamica della suzione dei bambino. Alla donatrice vengono consegnati contenitori graduati in plastica da utilizzare per raccogliere il latte, su ognuno di essi la donatrice apporrà il proprio nome, cognome, data dei parto, data della raccolta dei latte; ricordiamo che in un contenitore la donatrice può mettere il latte di più poppate, conservando il contenitore stesso, tra una poppata e l'altra nel frigorifero. I contenitori vanno conservati in freezer e quando vengono portati alla nostra banca dei latte è necessario rispettare la catena del freddo, quindi sarebbe preferibile utilizzare dei contenitori termici in cui il latte rimane congelato.Nella nostra banca le operatrici adibite alla preparazione dei latti, provvederanno a sistemare il latte congelato in un capiente freezer per poi poterlo utilizzare al momento del bisogno per i nostri piccoli pazienti. Per garantire l'assoluta integrità dei latte, prima che esso venga somministrato, viene sottoposto ad un ulteriore trattamento che ne garantisca l'idoneità alla somministrazione ai nostri bambini. Tale trattamento serve ad annullare l'eventuale presenza di batteri; il latte viene quindi pastorizzato, cioè sottoposto ad un trattamento termico in un'apposita macchina chiamata "pastorizzatrice". Alla fine dei trattamento termico il latte viene preparato nei biberon ed utilizzato per i nostri pazienti secondo quelle che sono le indicazioni mediche.Ci si potrebbe chiedere, ma perché chiamarla banca dei latte e non ad esempio deposito dei latte? Le spiegazioni potrebbero essere diverse, ma noi vogliamo intendere la banca dei latte come quel posto dove le mamme investono in maniera dei tutto spontanea un loro bene prezioso e sapere che ogni giorno questo investimento realizza il più proficuo guadagno in termini di benessere per tanti neonati, essendo l'allattamento con latte materno un efficace intervento di promozione della salute infantile.

Giovanna Cuomo
La capo sola della Neonatologia



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