Gruppo di auto-sostegno in reparto
A ffrontare da genitore una nascita pretermine è come approdare improvvisamente ad un mondo sconosciuto ed ostile, in cui ogni aspettativa viene sconvolta e quello che doveva essere il momento più felice nella vita si trasforma inesorabilmente in un lungo viaggio dalla fine incerta.
E’ molto difficile affrontare i sentimenti contrastanti che si accavallano nell’animo: l’incredulità, il rifiuto di quanto accaduto, l’ansia e l’impotenza, la paura, la rabbia e il senso di colpa; è arduo non lasciarsi travolgere e cercare di trovare un equilibrio seppur precario che renda possibile affrontare le settimane e a volte i mesi di ricovero del proprio figlio senza esserne travolti.
Il gruppo di auto-aiuto si pone come uno strumento in più per il genitore in questo difficile cammino. La sua nascita è dovuta alla consapevolezza dell’efficacia dello scambio tra persone che stanno vivendo o hanno vissuto la stessa esperienza e che sostenendosi reciprocamente si aiutano a superare i momenti difficili. All’interno del gruppo ogni genitore può raccontare il proprio vissuto e sfogarsi liberamente sapendo che gli interlocutori vivono la sua stessa realtà e sono in grado di capire fino in fondo i suoi sentimenti. Attraverso il confronto è possibile alleviare il senso di solitudine e prendere spunto dalle esperienze altrui per fronteggiare ed elaborare il proprio dolore; ogni genitore è diverso e può reagire differentemente, ma comune è la speranza e la necessità di affrontare e superare un momento così difficile.
Sono passati ormai più di due anni da quando la dottoressa Pugliese mi ha chiesto di partecipare a questi incontri settimanali fra genitori in reparto.
La mia esperienza in neonatologia risale ormai a 7 anni fa, quando il mio primogenito Emmanuele è venuto al mondo tra le 24 e le 25 settimane di gestazione; sono seguiti sei lunghi mesi di ricovero, durante i quali siamo stati egregiamente sostenuti da tutto il personale del reparto, ma ho sentito la mancanza di un confronto più diretto con altri genitori. Dopo tanti anni e un secondo figlio a termine, ho imparato a far pace con questo passato, ma mi sono ugualmente accostata alla nuova esperienza dei gruppi con un certo timore.
A distanza di due anni il mio bilancio è totalmente positivo: ho conosciuto dei genitori meravigliosi e ricevuto tanto da loro. Si è instaurata una sorta di scambio, per cui io offro la mia esperienza e in cambio ricevo grandi lezioni di vita e la consapevolezza che da un vissuto traumatico come la nascita di Emmanuele è nato qualcosa di molto bello, la possibilità di poter aiutare altri genitori che affrontano un cammino difficile.
Gli incontri si svolgono ogni mercoledì pomeriggio alle 18.00 presso il reparto di Neonatologia, sono aperti a tutte le mamme e i papà che desiderano condividere la propria esperienza di genitori ‘pretermine’, ricevendo e offrendo aiuto.
Stefania Barani,
mamma di Emmanuele e Francesco