Pollicino


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Lettera di una mamma

Giornalino

Lettera di una mamma
in risposta all'articolo della Dott.ssa Roversi pubblicato nel numero precedente


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Carissima Dott.ssa Maria Federica Roversi, non ci conosciamo, ma ho deciso di scriverle dopo che, ieri, ho letto il suo articolo su "Pollicino".Mi chiamo Imma, ho 26 anni, sono addetta ai Servizi di Mensa presso lo stesso Policlinico dove lei lavora. Vengo da Napoli, da una di quelle famiglie modeste dove, ancora oggi, quando arriva a casa il medico, si fanno le "pulizie di pasqua " e nel bagno si appende l'asciugamano di lino. Ho una amica oncologa a Chieti, più o meno laureata nello stesso periodo in cui si è laureata Lei. Non si lamenta mai di niente, ma nel corso della nostra amicizia, vedendo i sacrifici che faceva per andare avanti nella professione, mi sono fatta spesso anch'io quelle domande che si è fatta anche Lei. Non so se la può incoraggiare (non che le manchi il coraggio vista la professione che ha scelto), ma al mondo ci sono persone che come me Vi ammirano tanto e pregano per Voi. Nel mondo difficile in cui' viviamo, Voi siete un magnifico raggio di sole ed un esempio per i nostri figli. E' la seconda volta che leggo "Pollicino" ed ogni volta c'è qualche storia che mi fa gioire e piangere allo stesso tempo. Sono sposata, ho un bellissimo bimbo di nome Antonio, di quasi tre anni ed a maggio nascerà il mio secondogenito Bruno. Ho tanta paura perché mi avvicino alla stessa settimana di gravidanza in cui, nell'aprile dei 1999, ho perso la mia piccola Maria Pia. Nessuno ha saputo spiegarmi il perchè, ed ogni volta che leggo queste storie di "miracoli di pochi etti", mi dico: "Perché non è avvenuto un miracolo anche per Maria Pia, che era _già 1200 grammi? . Poi penso che la volontà di Dio non è sindacabile e cerco di rassegnarmi. Oggi ho deciso di diventare socia di Pollicino, perché credo che sia l'unico modo che ho di aiutare Voi e per dare un senso a Maria Pia che, comunque, continua a vivere nel mio cuore ed in quello di mio marito. Anche se è stata con me per quasi sette mesi di gravidanza, lei ci manca come tutte le persone che fanno un certo cammino con noi e poi si spengono. Il suo cammino è stato piccolissimo, ma tutto ci parla di lei e la ricordiamo con tanto amore.Cara Dott.ssa Roversi, spero di poterle stringere la mano un giorno ed intanto le auguro di poter salvare tante piccole vite e che Dio le dia sempre la forza di continuare con immenso amore il suo lavoro. Anche di fronte alla morte di Maria Pia ho avuto la percezione che i medici ce l'abbiano messa tutta. Sono la prima ad incoraggiarvi a non abbattervi mai, anche di fronte alla morte.Un grazie di cuore a Lei ed ai suoi Colleghi che fate tanto per noi.
Con grande affetto,

Immacolata Ruocro



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