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Metodo NIDCAP

Giornalino

Il dolore e lo stress del neonato prematuro in neonatologia:
il metodo NIDCAP

Il contenimento dello stress, la riduzione del dolore, il contatto con la mamma ed il coinvolgimento della famiglia sono gli obiettivi fondamentali dell’intervento sul neonato prematuro in TIN una volta che le sue funzioni vitali siano state stabilizzate.
Si tratta di un intervento di tipo neuroevolutivo universalmente conosciuto come "Individualized Developmental Care". Lo strumento più importante per la realizzazione di un programma di "Individualized Developmental Care" all'interno della TIN è il metodo NIDCAP (Newborn Individualized Developmental Care Assessment Programme) che focalizza l'attenzione sull'individualità ed il rispetto del piccolo prematuro e della sua famiglia.
Il metodo NIDCAP si basa sulla cosiddetta teoria sinattiva messa a punto dalla psicologa americana H. Als. Secondo questa teoria, l'organismo è costituito da cinque sottosistemi (neurovegetativo, motorio, stati comportamentali, attenzione-interazione, autoregolazione) che interagiscono continuamente tra di loro e con l'ambiente. Dalle interazioni tra i cinque sottosistemi e tra questi e l'ambiente l'organismo passa ad un livello maturativo superiore portando avanti e completando il proprio processo evolutivo.
Il metodo NIDCAP prevede l'osservazione sistematica nel tempo del neonato prematuro da parte del caregiver focalizzando l'attenzione sui suddetti sottosistemi e su come questi si influenzano reciprocamente ed interagiscono con l'ambiente. Nella fattispecie, si osservano i tentativi di autoregolazione del neonato prematuro, espressione del passaggio ad un livello maturativo superiore, che si concretizzano con comportamenti di difesa e di evitamento o con comportamenti comunicativi ed interattivi. L'osservazione sistematica del comportamento del neonato permette la messa a punto di programmi individualizzati ed evolutivi di assistenza al neonato prematuro strettamente correlati al momento maturativo del neonato ed alle sue condizioni cliniche e quindi rispettosi ed adatti ai bisogni del neonato prematuro e della sua famiglia. Il metodo NIDCAP è centrato sulla famiglia. L'obiettivo è permettere alla famiglia di diventare parte integrante del team che si occupa del loro bambino coinvolgendola, sostenendola ed aiutandola a sviluppare quelle competenze e "tecniche" necessarie all'accudimento del loro piccolo durante il periodo di ricovero in TIN.
Il metodo NIDCAP costituisce un approccio evolutivo al neonato prematuro che viene considerato un collaboratore attivo impegnato nella costruzione dei propri percorsi evolutivi, sostenuto ed aiutato dai concomitanti processi relazionali, comunicativi ed affettivi con i suoi genitori. L'adozione e l'applicazione del metodo NIDCAP in un reparto di terapia intensiva neonatale comporta necessariamente un cambiamento nel tipo di assistenza che viene offerta al piccolo prematuro: si promuove un'assistenza basata non solo sul "curare" ma anche sul "prendersi cura". Si passa ad un'assistenza che definiamo relationship-oriented, cioè basata sulla relazione e la comunicazione, abbandonando quella più classica basata sulla mera esecuzione dei compiti, ossia task-oriented. La realizzazione di questo cambiamento, ossia l'implementazione di un'assistenza relationship-oriented, richiede in primo luogo un approccio multidisciplinare che comporta la partecipazione ed il coinvolgimento di tutto il personale della TIN: medici, infermieri, fisioterapista, psicologa, personale ausiliario e tecnico. Il personale coinvolto nel processo di cambiamento verso questo nuovo tipo di assistenza deve possedere le motivazioni e le competenze necessarie per accompagnare il neonato prematuro nel suo percorso evolutivo e sostenere la sua famiglia in questo tragitto.
Diversi studi dimostrano che l'adozione del metodo NIDCAP in terapia intensiva neonatale produce risultati positivi sia a breve che a lungo termine. A breve termine, tale metodo riduce il numero di giorni di ventilazione meccanica e la necessità di ossigeno, favorisce il passaggio precoce all'alimentazione orale e migliora l'accrescimento ponderale, riduce l'incidenza di problemi respiratori e lesioni cerebrali, riduce il numero di giorni di ricovero, migliora le capacità di valutazione del neonato prematuro da parte dello staff, migliora il coinvolgimento delle famiglie ed il loro sostegno, migliora l'ambiente TIN per il neonato e per la sua famiglia, migliora l'ambiente lavorativo per il personale.
Nel nostro reparto di terapia intensiva neonatale di Modena, un membro del team che si occupa dei piccoli prematuri (fisioterapista) ha completato il 26 maggio 2005 la formazione nel metodo NIDCAP ottenendo la certificazione. Il percorso formativo, piuttosto complesso ed articolato era iniziato nel 2002 quando la nostra fisioterapista Natascia Bertoncelli ha frequentato a Londra presso il St. Mary Hospital il corso di formazione tenuto dalla trainer svedese Agneta Kleberg; lo scorso 27 maggio la stessa trainer ha tenuto un workshop presso il nuovo Centro Servizi Universitario dell’Azienda Policlinico di Modena, organizzato dal Prof. Fabrizio Ferrari, Direttore della Neonatologia del nostro ospedale. L’importanza dei temi trattati, e le competenze della trainer Agneta Kleberg hanno fatto di questa giornata un evento straordinario, sottolineato dalla ricchissima partecipazione di personale infermieristico, fisioterapisti e medici provenienti da diversi regioni italiane. La collaborazione con il centro svedese del KarolinskaInstitute di Stoccolma e dell’ Harvard Medical School del Children Hospital di Boston prevede lo sviluppo di un progetto assistenziale di eccellenza volto alla formazione di tre operatori NIDCAP, la fisioterapista a cui si affiancano 2 infermiere che hanno appena iniziato il loro percorso formativo, nell’ottica di applicare nel prossimo quinquennio i concetti guida del metodo NIDCAP nella realtà di Modena. Tale processo formativo è di straordinaria importanza in quanto affronta il tema dell’abbattimento del dolore e dello stress come strumento per migliorare il benessere e lo sviluppo fisico e neurologico del neonato prematuro. La lotta al dolore e allo stress rappresenta una delle frontiere dello sviluppo della neonatologia attuale.

Natascia Bertoncelli
Fisioterapista

Giovanna Cuomo
Caposala



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