Giornalino
Nascere per la seconda volta:
l'emozionante viaggio di un'adozione
Per raccontare bene una storia si dovrebbe cominciare dal principio, ma dov’è il principio di questa storia? Quando nasce in una persona il desiderio di essere genitore? Ad un certo punto il mondo intorno a te si popola di donne con il pancione, di bimbi che giocano e genitori che tengono per mano le loro creature. A quel punto senti che tu non ci sei, senti che è arrivato il momento di fare spazio e fare entrare una nuova vita nella tua. “Facciamo un bambino?”. Per molti è facile, alcuni neanche lo desiderano, nascono per caso come se loro stessi avessero deciso di venire al mondo. Ma essere una coppia sterile non significa “avere un cuore sterile” e il desiderio di amare e dedicare la propria vita a qualcuno spesso è più forte del desiderio di procreare.
Parallelamente alle storie di coppie e famiglie che danno disponibilità all’adozione (non sono infatti le famiglie a chiedere un figlio, ma sono i bambini che cercano una famiglia!), esistono storie di bambini che nascono senza essere desiderati oppure, per i più svariati motivi, chi li genera non è in grado di accudirli ed assicurare loro un futuro. Purtroppo, leggendo i giornali, tutti conosciamo le spesso tragiche conseguenze di queste difficoltà, mentre pochi sanno che esiste una “soluzione alternativa”.
La nostra storia e quella di Stella (nome di fantasia) si sono unite perché chi l’ha messa al mondo ha deciso di non riconoscerla al momento del parto. Non riconoscere un bambino può sembrare un atto crudele: come si può abbandonare il proprio figlio? Eppure portare a termine una gravidanza, partorire con assistenza medica e lasciare che una nuova vita nasca e trovi subito qualcuno che si prenda cura di lui può essere un vero e proprio atto d’amore.
Penso che quando una donna decide di non riconoscere il proprio nato, non sia corretto parlare di abbandono, ma di rispetto della vita. Ogni donna che non desidera, o non è in grado di allevare il proprio figlio, può rivolgersi ai Servizi Sociali, i quali, senza fornire ad alcuno l’identità della donna, provvederanno alle cure mediche e a trovare una nuova famiglia al nascituro.
Così, con soli tre giorni di preavviso, Stella, con i suoi 2 kg, entra nella nostra vita come un ciclone. Nata prematura con un peso inferiore al chilogrammo, dimostra subito la sua voglia di vivere reagendo brillantemente a tutte le cure: a volte basta solo una seconda possibilità. Noi e Stella saremo sempre riconoscenti a colei che con coraggio e responsabilità ha deciso di donarle una seconda vita e di riempire d’amore la nostra famiglia.
Per ultimo, ma non per importanza, un profondo e sentito ringraziamento a tutta l’equipe della Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico di Modena che ha dato a Stella le cure e soprattutto l’amore, indispensabili per lei nei suoi primi mesi di vita.
Davvero grazie di cuore!
Stella, mamma e papà.