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Progressi assistenza neonatale

Giornalino

I progressi dell' assistenza neonatale a Modena nel decennio 1990-1999

Gli straordinari progressi avvenuti negli ultimi 20-30 anni nella medicina ostetrica, perinatale e neonatale hanno consentito di ridurre drasticamente la mortalità neonatale ed infantile: quest'ultima è passata in Italia dal 17.6‰ del 1977 al 6‰ del 1994.
Il monitoraggio degli indici di mortalità sopravvivenza e l'audit clinico dei neonati ricoverati nelle strutture di Neonatologia sono strumenti indispensabili per la verifica della qualità delle cure prestate. Indicatori di qualità importanti nel campo dell'assistenza neonatale sono rappresentati dalla mortalità neonatale e dalla morbosità neurologica nel gruppo dei neonati a più alto rischio, ovvero nella fascia dei neonati di peso molto basso (1500 g, detti anche neonati VLBW), o di peso estremamente basso (1000 g, detti anche neonati ELBW. Il confronto storico dei dati riferiti ai neonati VLBW ed ELBW ricoverati presso la Divisione di Neonatologia dei Policlinico di Modena negli ultimi dieci anni mette in evidenza:
- Un progressivo incremento nel numero assoluto di neonati VLBW che sono passati da 27 nel 1990 a 48 neonati nel 1999; l'incremento è risultato ancora più marcato nella categoria dei neonati ELBW, passati da 1 caso dei 1990 ai 15 casi dei 1999, con un picco di 22 neonati registrati nel 1997. Tali dati si fondano sulle capacità, acquisite negli ultimi anni, di rianimare e stabilizzare già in sala parto i neonati ELBW e di seguirli nel decorso post-natale con sistemi di monitoraggio, ventilazione ed alimentazione sempre più sofisticati ed efficienti
- Un incremento costante e significativo della sopravvivenza dei neonati VLBW, dai valori dei 55% dei 1992 all'87.5% del 1999; un incremento ancora più sorprendente, da valori dello 0% fino a quelli dell'80%, nella fascia dei neonati di peso estremamente basso (ELBW).
- Un'incidenza delle sequele neurologiche maggiori (definendo come tali le paralisi cerebrali (PC) di grado medio-severo, un quoziente di sviluppo (QS) < 50, la cecità, la sordità), nei VLBW (10%) molto contenuta, sovrapponibile o addirittura inferiore a quella riscontrata nella maggior parte degli studi anglosassoni "hospital based" riferiti ai primi anni '90.
- Più specificatamente non si nota nell'arco del decennio una tendenza all'aumento di handicap invalidanti né in termini assoluti né in termini percentuali nonostante l'aumento importante della sopravvivenza. Un trend analogo è stato evidenziato per i neonati ELBW
- Ancora alta e probabilmente sottodiagnosticata è l'incidenza delle anomalie minori dello sviluppo nella popolazione dei VLBW (9%), intendendo come tali il bambino clumsy, le paralisi cerebrali funzionalmente compensate, QS tra 50 ed 85, i disturbi minori della vista e dell'udito. In tale categoria vengono inserite anche le "learning disabilities" (difficoltà di apprendimento, deficit neuropsicologici e problemi comportamentali) che presentano una elevata frequenza in tali gruppi di soggetti ma che necessitano di programmi di follow-up prolungati almeno fino all'età scolare.I dati ISTAT attualmente a disposizione rivelano nella provincia di Modena negli ultimi anni un graduale ma progressivo incremento della natalità che è passata da 4.734 nati vivi dei 1993 agli oltre 5.100 dei 1999. Come risultato di questo incremento demografico ed ancor più della centralizzazione delle nascite, la natalità al policlinico ha subito una crescita significativa, col passaggio dai 1.564 nati del 1990 ai 2.548 del 1999. La crescita mostra un'accellerazione particolarmente evidente a partire dal 1996.L'informatizzazione dei dati di reparto e del follow-up neurologico mira ad un più tempestivo rilevamento dei dati epidemiologici "hospital based" e alla realizzazione di una banca dati per la programmazione sanitaria regionale perinatale.



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