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Rooming-in

Giornalino

Rooming-in: un cambiamento possibile

Nel luglio scorso è stato inagurato al Policlinico di Modena il nuovo reparto di Ostetrica all'interno del quale è collocata la Sezione Nido.
Già da alcuni anni è in atto una trasformazione dell'assistenza al neonato ricoverato al Nido, che si è focalizzata sulla promozione dell'allattamento al seno e sul Rooming-in. Tale esperienza però non ha mai raggiunto una sua piena applicazione a causa dei disagi connessi con serie carenze strutturali. ll nuovo reparto di Ostetricia rende possibile una applicazione estensiva del Rooming-in e gli operatori del Nido e della Clinica Ostetrica grazie alla programmazione ed all'esperienza maturata in questi ultimi anni si sentono pronti ad affrontare questo nuovo impegno ed a proporlo come modalità assistenziale di prima scelta, considerandolo prioritario per il benessere della coppia madre-neonato.
Rooming-in è una parola derivata dalla lingua inglese che è ormai entrato nell'uso comune della terminologia medico-scientifica e che correntemente si utilizza anche nella comunicazione verbale italiana. Come tante altre espressioni della lingua inglese è difficilmente traducibile, ma forse non ci si è mai sforzati di trovare una parola equivalente in italiano perché l'ambiente medico e le consuetudini sociali hanno offerto una resistenza passiva ai cambiamenti e non ne hanno condiviso le implicazioni organizzativee le ripercussioni culturali.
Per Rooming-in si intende la permanenza continuativa dei neonati accanto alla propria mamma dopo il parto, condividendo la stessa stanza di degenza presso i reparti di Ostetricia. L'organizzazione dell'assistenza al parto Ospedale ha visto imporsi accanto alle sale parto ed ai reparti di degenza per le puerpere, le sezioni Nido, dove ogni neonato viene ricoverato per periodi più o meno lunghi della sua permanenza in Ospedale, con inevitabile separazione dalla propria mamma. Sono ormai riferimenti storici le sezioni Nido dove i neonati restavano di continuo, senza mai essere portati nelle stanze di degenza dell'Ostetricia e dove la mamma poteva entrare per brevi periodi di tempo unicamente per allattare il proprio figlio.
Questo modello assistenziale sorto nella prima metà del 1900 era definito "Nido Chiuso" per contrapporlo a quello più diffusamente impiegato in seguito, e tuttora ampiamente diffuso, che è il "Nido Aperto", e che prevede il libero accesso di ogni mamma in qualsiasi momento del giorno all'interno della sezione Nido per allattare o accudire il proprio figlio. Nel Nido Aperto è abitualmente prevista la possibilità di lasciare nelle stanze di degenza ogni neonato accanto alla mamma durante le ore diurne per poi riportarlo all'interno del Nido nelle ore notturne.
Il Rooming-in è una evoluzione di quest'ultimo modello assistenziale o forse dovremmo riconoscere che è un percorso a ritroso nel tempo, quando in assenza di Ospedali i neonati subito dopo il parto venivano appoggiati nel grembo materno e da quel momento in poi restavano vicino alla propria mamma.
L'OMS e l'UNICEF raccomandano che ogni neonato a termine, nato da parto spontaneo senza complicanze, subito alla nascita venga posizionato a contatto pelle-pelle con la propria mamma e che entro una mezz'ora dal parto venga attaccato al seno; inoltre suggeriscono che venga lasciato sempre vicino alla propria mamma durante la degenza in Ospedale configurando così la modalità assistenziale del "Rooming-in"
Pensando a queste modalità assistenziali vengono spontanei alcuni interrogartivi: Quali sono le motivazioni che hanno indirizzato alla scelta assistenziale in Ospedale del Rooming-in rispetto al Nido Aperto? Ed inoltre, Che ostacoli ci sono a realizzare il Rooming-in? Le mamme che hanno appena partorito che cosa ne pensano?
Le argomentazioni a favore del Rooming-in sono molteplici ma le principali sono collegate a favorire l'allattamento al seno e ad evitare la separazione mamma/bambino:
• La possibilità di avere accanto a sé il bambino, consente ad ogni mamma di rispondere tempestivamente ai segnali di fame del proprio bambino e di allattarlo al seno nei momenti più opportuni (allattamento al seno a richiesta ed esclusivo), consentendo un frequente attaccamento al seno che costituisce lo stimolo più appropriato alla secrezione del latte materno
• La vicinanza del neonato alla madre nelle ore notturne è un fattore favorente all'inizio dell'allattamento al seno, perché fisiologicamente durante la notte si verificano quelle secrezioni ormonali che favoriscono la produzione del late materno
• Il neonato è accudito dalla propria mamma, che così impara a conoscerlo meglio sin dai primi momenti di vita, creando i presupposti per un rapporto sicuro e sereno quando entrambi saranno a casa
• La presenza del proprio figlio appena nato accanto a sé rinforza nei genitori sentimenti di affetto e di appropriatezza, consolidando il ruolo materno e paterno Anche il Nido Aperto ha avuto ed ha tuttora sostenitori che si avvalgono di opinioni largamente diffuse di cui le principali sono due:
• In primo luogo la mamma dopo il parto è provata dallo sforzo fisico o dall'intervento chirurgico nel caso del taglio cesareo, pertanto si ritiene opportuno consentirle il riposo ed il ecupero delle forze per quando andrà a casa. A questa affermazione è però corretto ribattere che in Ospedale la mamma può usufruire di supporto e sostegno quando si trova in difficoltà, che nelle prime 12 ore dopo il parto il neonato è abitualmente molto tranquillo e che nelle ore successive le poche infermiere che devono assistere molti neonati all'interno del Nido, hanno come unica opzione alle crisi di pianto per fame l'inevitabile ricorso a ciucci o biberon
• In secondo luogo spesso si teme che la condivisione delle stanze di degenza esponga il neonato a rischi infettivi. Anche questa affermazione non trova validazione nell'esperienza ormai decennale dei centri che svolgono il Rooming-in, dove non solo non si registrano episodi infettivi neonatali precoci in percentuale aumentata, ma al contrario, grazie ai vantaggi di un allattamento al seno più frequente e più duraturo, si registrano nel primo anno di vita minor episodi infettivi a carico del tubo digerente e delle prime vie aeree.
In realtà a fronte dei vantaggi del Rooming-in si assiste oggi ad un'ampia diffusione in ambito nazionale, di modelli assistenziali che prevedono il Nido Aperto, e questo fenomeno è in larga misura condizionato dalla difficoltà a promuovere un cambiamento nel nelle consuetudini organizzative ospedaliere e nelle aspettative delle mamme.
Riguardo all'assistenza offerta nel Rooming-in l'aspetto più significativo è rappresentato dal cambiamento negli obiettivi: l'igiene e l'alimentazione del neonato non rappresentano più il punto centrale dei compiti medico/infermieristici, ma si inseriscono in un contesto più ampio che vede il benessere della coppia madre-neonato come prioritari. In altri termini invece di occuparsi soltanto del neonato e delle sue esigenze, il personale infermieristico si propone di aiutare le mamme ad accudire il proprio figlio e le sostiene nell'allattamento al seno: il suo ruolo non è sostitutivo nei confronti della madre per quanto concerne igiene e vigilanza del neonato ma si articola in un sostegno pratico e psicologico che mira alla autonomia della madre nella gestione quotidiana del neonato. In altri termini l’obiettivo di lavoro è insegnare alla madre a fare autonomamente piuttosto che fare in sua vece.
Per quanto concerne le aspettative delle mamme sul Rooming-in nel settembre 2003 abbiamo svolto un'inchiesta attraverso un questionario anonimo distribuito alle mamme che avevano partorito a Modena e che avevano ricoverato il proprio figlio al Nido. Pur con tutti i limiti di un questionario e nonostante i disagi connessi con un reparto poco idoneo a svolgere il Rooming-in, è emerso in modo significativo che oltre il 70% delle mamme hanno apprezzato il Rooming-in e si sono dichiarate disposte a ripetere l'esperienza. Questo risultato ci è sembrato particolarmente incoraggiante è ci ha confortato nel proseguire l'iniziativa del Rooming-in, consapevoli che l'apertura del nuovo reparto di Ostetricia non ci avrebbe colti impreparati.
La sanità cambia frequentemente e talvolta rapidamente i suoi modelli assistenziali, e l'area pediatrica ha forse dovuto compiere gli sforzi maggiori per mantenere i ritmi con il tempo. Il Rooming-in è un esempio di cambiamento da anni auspicato e proposto negli ambienti più inclini a recepire i percorsi innovativi, ma perseguito con sforzi consistenti in tutti i centri nascita che hanno voluto adottarlo. Anche a Modena il percorso è stato lungo e progressivo, ma ha raggiunto con il nuovo reparto di Ostetricia la possibilità di affermarsi; ci auguriamo di poter essere da esempio per altri Ospedali della nostra regione.

Dr. Bruno Mordini
Responsabile modulo funzionale



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