Giornalino
Il rooming-in visto dal punto di vista ostetrico
L e nuove stanze di degenza consentiranno alla mamma di poter avere in camera sempre il suo piccolino, infatti uno degli obiettivi principali della ristrutturazione era quello di poter consentire alle mamme di realizzare il rooming in 24 ore su 24.
Cosa vuol dire rooming-in? Possiamo dire che la traduzione letterale del termine rooming in, è quella di tenere in stanza il proprio bambino, in realtà lo scopo principale del rooming-in è quello di poter stabilire subito il contatto madre –bambino. Il contatto viene inteso sia in senso fisico (skin to skin), che in senso relazionale; la mamma partecipa attivamente alla cura del suo bambino.
Notevoli sono i vantaggi che nascono da questa vicinanza:
• la mamma incontrerà minori difficoltà nella cura del suo bambino al momento della dimissione;
• il calo ponderale ( la perdita di peso fisiologica che ogni neonato ha nella prima settimana di vita) risulta inferiore perché la mamma può in questo modo attaccare al seno il neonato ogni volta che questi lo desidera, favorendo in questo modo la montata lattea e quindi la produzione di latte stesso;
• il neonato manifesterà minori episodi di pianto riconoscendo l’odore, la voce, il battito cardiaco della sua mamma;
• Il personale sanitario multidisciplinare (infermiere, oss, puericultrici, vigilatrici d’infanzia) si sentirà maggiormente coinvolto nell’assistenza dal momento che vengono richieste maggiori competenze e conoscenze; infatti l’operatore non si sostituirà nell’assistenza alla mamma, ma avrà prevalentemente un ruolo di ‘educatore’, insegnando alla mamma tutte le manovre necessarie per l’accudimento del neonato.
Possiamo considerare questo come l’inizio di un processo che prevede uno sviluppo ulteriore nell’assistenza alla mamma e al neonato, ci riferiamo in particolar modo alla possibilità di poter considerare il Nido solo come una “ zona di passaggio” destinata ad accogliere i neonati nati da taglio cesareo (la prima notte dopo la nascita), i neonati che necessitano di assistenza infermieristica dedicata, quando dalla vita intrauterina il neonato si adatta all’ambiente esterno, e alcuni neonati di basso peso o di età gestazionale tra la 34esima e 37esima settimana e che non necessitano di cure intensive.
Il nuovo Nido prevede un ambulatorio interno dove effettuare le visite di dimissione nel rispetto della privacy, e una stanza allattamento a cui possono accedere sia le mamme degenti, ma anche mamme dimesse e che necessitano di consulenza da parte dell’ostetrica presente nella mattinata fino alle 12.30.
Maria Angela Ferrari
Ostetrica Coordinatore Infermieristico Nido